Una storia di coraggio, speranza e rinascita. Badembo Jaiteh, un ragazzo gambiano di 23 anni, è arrivato in Italia dieci anni fa da solo, senza una famiglia ad accoglierlo. Oggi, grazie al sistema di affido familiare, ha trovato non solo una casa, ma anche due genitori che lo hanno amato come un figlio: Antonio e Giuseppina. “Prima ero chiuso in me stesso, non avevo punti di riferimento. Ma grazie all’aiuto del progetto FAMI sono riuscito a crescere, a studiare e soprattutto ad avere una famiglia e ad essere felice”, ha raccontato con emozione durante l’evento informativo sull’affido familiare dei minori e dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) all’Urban Center di Siracusa.
L’incontro ha visto la partecipazione di esperti del settore, operatori sociali e istituzioni, con l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere il valore dell’affido familiare. “Dobbiamo essere sempre più vicini a questi ragazzi, offrendo loro un’opportunità concreta di inclusione e crescita”, ha dichiarato Michele Napoli, responsabile della struttura San Michele di Ganzaria per il progetto FAMI 17 “Il Filo di Arianna”. Il viceprefetto aggiunto, Sara Marano, ha sottolineato il ruolo fondamentale delle istituzioni nel supportare le famiglie affidatarie: “Siamo sempre accanto ai centri di affido familiare, che svolgono un lavoro straordinario sul territorio”.Nel corso della giornata si sono susseguiti diversi interventi, tra cui quello di Andrea Grasso, rappresentante UNICEF, che ha ribadito “l’importanza di garantire ai minori stranieri non accompagnati un ambiente familiare che possa offrire protezione e stabilità”. Lauretta Rinaudo, esperta legale del progetto FAMI 17, ha illustrato gli aspetti giuridici dell’affido, evidenziando come “l’accoglienza sia un diritto fondamentale per ogni bambino”.Anche Rita Gentile, presidente dell’associazione “AccoglieRete”, ha raccontato esperienze dirette di affido nel territorio siracusano, ricordando che “accogliere un minore significa donargli una nuova possibilità di vita”.L’evento si è concluso con l’intervento di Carla Trommino, esperta dei diritti dell’infanzia, che ha ribadito il valore dell’affido come strumento di integrazione e tutela dei minori.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto, rientra nel Progetto FAMI n. 17 “Il Filo di Arianna” finanziato nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027 (FAMI) e gestito dalla Cooperativa Opera Prossima s.c.s., in collaborazione con il Consorzio Umana Solidarietà s.c.s., il Comune di San Michele di Ganzaria, il Comune di San Cono, la Soc. Coop. Fatebene Fratelli e il Comune di Siracusa.
L’affido familiare come opportunità di crescita: la storia di Badembo Jaiteh che trova una famiglia a Siracusa
